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Discorso del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca ai Finalisti del Global Junior Challenge
Signor Sindaco,
Signori Ambasciatori,
Autorità,
Signore e Signori,
sono lieto di portare il mio saluto e sostegno a questo importante concorso che riunisce a
Roma per il secondo anno i migliori progetti tecnologici per lo sviluppo dell'educazione e
della formazione dei giovani. Un'iniziativa che attraverso le tecnologie dell'informazione
intende favorire la conoscenza e le relazioni come base di comune crescita sociale ed
economica.
Il Global Junior Challenge è tuttavia molto di più di un concorso. E' un'occasione di
confronto fra progetti che nascono in culture diverse, ma che condividono il medesimo
obiettivo: lo scambio e la condivisione delle esperienze. In questo modo diamo un
senso positivo alla globalizzazione, cioè diamo alle idee il terreno di gioco più ampio
possibile. Il Global Junior Challenge realizza infatti una banca dati delle migliori
soluzioni, delle migliori "best practices", sull'uso delle tecnologie informatiche per i
giovani.
I computer si sono iniziati a sviluppare 25-30 anni fa, ma questa onda innovativa è nata
appena 10 anni fa con Internet. Si tratta di una tecnologia nuova e pervasiva, che
realizza una discontinuità, un salto di efficienza nella capacità di divulgare e di
apprendere.
Per la prima volta abbiamo un'innovazione che non viene affermata e diffusa dagli adulti.
L'economia di Rete è infatti portata e sviluppata dai giovani. Che assumono un ruolo
crescente nella loro capacità di essere una comunità che in Rete non solo apprende, ma
esprime proposte.
Questo è il motivo per cui ho voluto essere qui: sfruttare le Tecnologie dell'Informazione
per la migliore preparazione dei giovani significa investire sul futuro. Se non sono i
giovani i primi a comprendere queste tecnologie e a trasformare il mondo, chi lo può
fare ?
Una buona preparazione culturale e tecnica consente inoltre a ciascuno di esercitare i
suoi diritti nel senso più moderno del termine. Permettendo di scegliere con libertà fra
le molte opzioni che un mondo sempre più interconnesso offre ai suoi cittadini. Dallo
studio all'orientamento e alla ricerca del proprio lavoro, al tempo libero. Attività che
avverranno con un sempre crescente contributo della Rete.
Sono questi alcuni motivi per cui assistiamo a una crescita della domanda di istruzione e
di nuovi strumenti. In un mondo in cui la possibilità di aggiornamento offerta dalle nuove
tecnologie è diventata centrale per tutti e accompagnerà le nuove generazioni per
l'intero arco della vita. Con lo sviluppo di contenuti interattivi e multimediali realizzeremo
una più efficace conversione dell'informazione in conoscenza. Lo sviluppo dell'e-
Learning è una priorità del piano e-Europe 2005 e porterà a un abbattimento delle
frontiere fisiche che separano oggi le comunità di studio e le classi scolastiche.
Per questo l'istruzione e la formazione sono al primo posto fra i servizi in-linea, "on-line",
che i cittadini europei sono disposti a finanziare.1
Le tecnologie ICT, informatica e telecomunicazioni, devono essere anche una risorsa per
promuovere l'integrazione e prevenire ogni forma di "esclusione". A ogni persona deve
essere oggi consentito un accesso effettivo alle fonti della conoscenza,
indipendentemente da condizioni geografiche, sociali, anagrafiche e fisiche. Ed il Global
Junior Challenge di quest'anno è stato dedicato al cosiddetto "digital divide".
La parola "digitale" esiste da pochi anni, mentre il "divide" economico ha accompagnato
la storia dell'uomo. Bisogna evitare che al divide economico si aggiunga un nuovo divide
digitale.
Promuovere l'accesso alla Rete è un obiettivo condiviso a ogni livello di governo:
nazionale e internazionale. Ma oggi sono troppi gli esclusi dall'uso delle nuove
tecnologie e dalle opportunità che queste aprono.
Questa sfida per il superamento del divario digitale è stata raccolta dal Comune di
Roma. Voglio complimentarmi quindi con il Comune di Roma per l'impegno a creare
una società senza esclusioni, attraverso iniziative che collegano giovani, anziani, scuole,
istituzioni in un percorso di alfabetizzazione informatica e di crescita. Ma anche per
sostenere il Global Junior Challenge con l'obiettivo della riduzione del divario digitale fra
diversi paesi del mondo.
Ai vostri lavori ha contribuito in modo significativo anche la Gateway Foundation, la
Fondazione della Banca Mondiale che elabora e finanzia iniziative per colmare il digital
divide tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. L'Italia e' entrata quest'anno a
far parte della Fondazione, di cui sono membro del Board. Con l'adesione italiana, la
Fondazione ha inserito l' "e-Government per lo Sviluppo" tra le sue priorità. Si tratta di un
programma internazionale ideato, lanciato e guidato dal nostro Paese per realizzare
attraverso l'innovazione tecnologica Pubbliche Amministrazioni efficienti, credibili e
trasparenti nei Paesi in via di sviluppo. Perché la Pubblica Amministrazione è un fattore
condizionante, direi determinante, di crescita ed elemento di attrazione per programmi di
cooperazione e di investimento internazionale in questi paesi.
Il nostro Paese contribuisce quindi concretamente al tema oggetto di questa edizione del
Global Junior Challenge e sono certo che vi saranno opportunità di crescita comune
delle nostre iniziative.
Lo sviluppo è un fenomeno sociale, non solo un fenomeno economico. Ciò che cresce
sono le società e le comunità, non solo le economie. Le società sono un valore locale
che incontra nella dimensione internazionale della Rete e nelle nuove tecnologie una
risorsa per esprimere i propri valori e la propria identità.
Il Global Junior Challenge riflette questo spirito. Il mio augurio è che dall'incontro e
dalla comprensione delle diversità possa nascere un contributo alla solidarietà, alla pace
e ad una società aperta.
1 Fonte: Commissione UE, "e-Learning: Designing Tomorrow's Education", Interim Report, 13.7.2001.
Lucio Stanca
Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie
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